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ADHD e scuola

Il disturbo da deficit di attenzione e iperattività è uno dei più frequenti disturbi a esordio in età infantile che compromette il funzionamento globale del soggetto con una eziologia neurobiologica.

Le componenti principali sono: compromissione dell’attenzione, impulsività e iperattività.

Tra i sintomi legati all’attenzione si possono riscontrare:

·          deficit di attenzione focale e sostenuta

·          facile distraibilità, anche con stimoli banali

·          ridotte capacità esecutive nell’esecuzione dei compiti scolastici e nelle attività quitidiane

·          interruzione di attività iniziate

·          evitamento di attività che richiedono sforzo cognitivo.

L’ iperattività si può manifestare con:

·          incapacità di stare fermi

·          attività motoria incongrua e senza finalità

·          gioco rumoroso e disorganizzato

·          eccessive verbalizzazioni

·          ridotte possibilità di inibizione motoria.

L’impulsività si può esprimere come:

·         difficoltà di controllo comportamentale

·         incapacità di inibire le risposte automatiche

·          scarsa capacità di riflessione

·          difficoltà a rispettare il proprio turno e tendenza a interrompere gli altri

·          incapacità di prevedere le conseguenze di un’azione

Dal punto di vista scolastico, i bambini con ADHD hanno una difficoltà specifica nell’organizzazione e nella gestione dei compiti. Il loro svolgimento richiede ai bambini di tenere in considerazione molti fattori contemporaneamente (materie prioritarie, materiali necessari, gestione del tempo ecc..) ecco perché spesso fare i compiti è una dura sfida per loro e per gli adulti che li affiancano.

Ecco alcuni suggerimenti:

–          Il primo passo è predisporre spazi adeguati: è importante individuare un luogo per i compiti e mantenerlo stabile. Tale spazio deve essere ordinato e strutturato al fine di ridurre al minimo le possibili fonti di distrazione. Inoltre, occorre assicurarsi che vengano messi sulla scrivania solo i materiali necessari.

–          Il secondo passo e aiutare il bambino a riflettere sul “COSA” deve fare: per fare ciò, può essere funzionale predisporre su un cartellone un calendario settimanale su cui scrivere le cose da fare. Per ogni materia si potrebbe offrire al bambino una scaletta che funga da supporto visivo rispetto ai vari passaggi necessari per svolgere ogni compito (assicurarmi di avere tutto il materiale, leggere la teoria, schematizzare la regola, eseguire i compiti scritti ecc..).

Quando si tratta di bambini della scuola primaria, tali scalette potrebbero essere scritte sotto forma di gioco, ad esempio immaginando che siano le fasi di una missione speciale che il loro eroe preferito deve completare.

–          Il terzo passo è la gestione dei tempi: è importante frazionare il carico di lavoro e concordare frequenti pause lasciando al bambino la possibilità di muoversi o di fare piccole attività per lui gratificanti. Uno strumento funzionale potrebbe essere il semaforo delle attività. Il semaforo verde indica un’attività facile, il giallo difficoltà intermedia e il rosso un compito lungo e faticoso. In questo modo possiamo far accrescere la consapevolezza del bambino rispetto alla complessità dei compiti e potremo scegliere insieme a lui come alternare queste diverse tipologie di attività.

–          Ricordarsi di rinforzare positivamente valorizzando l’impegno

Ovviamente non ci sono trucchi efficaci a priori, ma è davvero importante che l’adulto e il bambino sperimentino ed individuino insieme le strategie più funzionali per ridurre il senso di frustrazione legate al momento dei compiti, incrementando il senso di autoefficacia e ricordando così al bambino il piacere di apprendere.

Dott.ssa Andreatta Alice, Psicologa Casa dello Studente.

Bibliografia:

“Adhd e compiti a casa. Strumenti e strategie per bambini con difficoltà di pianificazione, di organizzazione e fragilità di attenzione”. G.Daffi, C. Prandolini. 2013, Erickson

“Impara a organizzarti”. R. Branstetter. 2017, Erickson.

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