• Informazioni: 030 63 42 483
  • comunicazione@casadellostudente.net

Bullismo: gli interventi possibili a scuola

Il Bullismo si caratterizza come fenomeno dinamico e relazionale che, oltre a cristallizzare il legame tra prevaricatore e prevaricato, rispettivamente imprigionati nel ruolo di bullo e di vittima, coinvolge sistematicamente l’intero gruppo, che molto spesso coincide con la classe ma anche altre figure del sistema scolastico, come gli insegnanti e i genitori. All’interno della definizione di bullismo rientrano sia comportamenti aggressivi diretti (ad esempio, aggressione fisica) sia comportamenti aggressivi indiretti (ad esempio, diffondere calunnie, escludere dal gruppo). Le principali caratteristiche che permettono di definire un episodio con l’etichetta “bullismo” sono l’intenzionalità del comportamento aggressivo agito, la sistematicità delle azioni aggressive fino a divenire persecutorie (non basta un episodio perché vi sia bullismo) e l’asimmetria di potere tra vittima e persecutore.

Essere vittime di episodi di bullismo da bambini costituisce un fattore che aumenta il rischio di sviluppare diverse tipologie di disturbo oltre che nell’infanzia e nell’adolescenza anche nell’età adulta.

Numerosi studi hanno evidenziato che le vittime di bullismo, nel passaggio dall’adolescenza alla giovane età adulta, continuano a presentare in misura rilevante disturbi quali agorafobia, disturbo d’ansia generalizzato, disturbo da attacchi di panico, dipendenza, psicosi e depressione. Per coloro che invece hanno caratterizzato il loro passato con il ruolo di bullo vi sarebbe invece un maggior rischio di sviluppare un disturbo antisociale della personalità.

Alla luce di questi dati risulta fondamentale, per ridurre i rischi e le implicazioni negative, intervenire in modo tempestivo e soprattutto in ottica di prevenzione.

La scuola, in particolare, assume un ruolo fondamentale nello sviluppo delle competenze emotive e relazionali degli studenti a livello individuale e gruppale. Pertanto risulta il contesto ideale per intraprendere azioni di prevenzione mediante la realizzazione di interventi educativi e formativi, finalizzati allo sviluppo armonico della personalità e delle competenze necessarie a relazionarsi con il mondo. Considerandol’ambiente della scuola, gli interventi di prevenzione possono avvenire su diversi livelli:

– Attività informativa e di sensibilizzazione. L’informazione e la sensibilizzazione sul bullismo rivolta a ragazzi, genitori, insegnanti e personale scolastico,consente  di favorire la conoscenza e la comprensione del fenomeno del bullismo e del Cyberbullismo e favorire la collaborazione scuola-famiglia.

– Interventi a livello di classe. In questa tipologia di interventi si agisce all’interno del gruppo classe e viene richiesta la partecipazione attiva degli studenti. A questo livello si può lavorare con i ragazzi su quelle conoscenze e competenze che gli studi hanno dimostrato essere alla base del fenomeno del bullismo, quali: la capacità di riconoscere le proprie emozioni e quelle degli altri; la conoscenza di sé stessi, dei propri punti di forza e di debolezza; la capacità di comunicare con gli altri con sicurezza ed efficacia, incrementando le proprie abilità interpersonali.

– Interventi a livello individuale. Spesso, gli individui che assumono un ruolo di bullo o di vittima, necessitano di un’attenzione particolare e di un aiuto psicologico mirato, volto all’apprendimento di particolari abilità o al sostegno del ragazzo o dell’intero nucleo famigliare.

Dott.ssa Francesca Cervati Psicologa Casa dello Studente

 

 

Scrivi un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Diventa fan su Facebook

Iscriviti alla nostra
Newsletter