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Centri estivi nel periodo COVID

La pandemia globale che si è accanita sul nostro Paese, in particolare, sulla nostra città, ha portato conseguenze negative su tutti noi, in diverse modalità. La quarantena forzata, ha costretto tutti i gestori di servizi dedicati all’infanzia e all’adolescenza a fermarsi e convertirsi – dove possibile – in servizi online. I bambini e i ragazzi hanno trascorso gran parte di questo bizzarro 2020 tra le mura domestiche, impegnati con videolezioni, videochiamate con amici e videoconferenze. Il bisogno di tornare a guardarsi negli occhi, in presenza, di uscire all’aria aperta è stato manifestato sia dai minori che dai genitori e finalmente – dalla metà di Giugno – dal governo, è arrivato il via libera per organizzare attività estive dal vivo. Gli enti del terzo settore, inclusa la Cooperativa Sociale Casa dello Studente, stanno lavorando sulle procedure di sicurezza per garantire dei servizi estivi (grest, cre, centri doposcuola, ecc…) che siano protetti, sia per gli utenti che per il personale. Mascherine e disinfettanti a soluzione alcolica sia per le mani che per le superfici sono di fondamentale importanza per il contenimento del virus. Inoltre, le direttive regionali prevedono la presenza di un numero ristretto di bambini per ogni operatore di riferimento. Nello specifico:

  • rapporto 1:5 per bambini dai 3 ai 5 anni;
  • rapporto 1:7 per bambini dai 6 agli 11 anni;
  • rapporto 1:10 per ragazzi dai 12 ai 17 anni.

 

Tutte le attività, infine, verranno svolte garantendo la distanza di sicurezza di 1 metro prevista dalle norme sulla sicurezza per il contenimento dell’emergenza sanitaria. In questa realtà, ancor di più, i servizi estivi pensati per le famiglie e i bambini rispondono a un bisogno di socialità che è stato negato dalla pandemia. Gli obiettivi che oggi, più che mai, ci si pone sono l’integrazione sociale, il sostegno alle famiglie nella cura e nell’educazione di bambini e ragazzi nonché la centralità e l’importanza delle relazioni umane – tra coetanei e con l’adulto di riferimento. Fondamentale, in questa situazione del tutto particolare, è il sostegno economico delle realtà che sul territorio bresciano, da sempre, supportano il terzo settore in progetti rivolti alla cittadinanza. In particolare, Fondazione Comunità Bresciana, ha stanziato dei fondi per numerosi progetti rivolti (tra le altre cose) ai bambini e ai ragazzi e alle attività estive a loro dedicate.

Dott.ssa Stefania Ciaccia, Psicologa Casa dello Studente

1 comment

  1. Paola Tucci | 21 Luglio 2020 at 15:44

    Buongiorno sono Tucci Paola, mamma di un bimbo di 6 anni, vorrei avere maggiori info per i centri estivi attivi a Lograto, essendo residente a Trenzano.
    Grazie
    4294594227 questo è il mio recapito

    Reply

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