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E’ solo un altro mattone sul muro

Sempre meno canzoni ormai solcano i decenni attraverso l’eco del loro messaggio sostenuto da una parte strumentale che sembra recitarlo anche musicalmente. Roger Waters scrisse parole e musica di “Another Brick In The Wall” quasi quarant’anni fa e dall’essenzialità del testo, quasi lapidario, dalla linea di quel basso cavernoso e dal ritmo di quella chitarra cristallina, sembrava proprio realizzare l’intenzione di comporre un pezzo decisamente attuale, destinato all’eternità. Pare che, solo dopo esser stato sollecitato più volte dalla produzione, egli aggiunse una seconda strofa; l’autore, mente creativa dei Pink Floyd, voleva trasmettere una visione più brutalmente nitida possibile di quello che stava accadendo e che ancora accade a scuola, a casa e in generale in ambito educativo: alcuni adulti sfottono le opere dei ragazzi, che siano idee originali o errori che comunque non sono banali. Spesso questi ultimi riflettono la fragilità unica e irripetibile che ognuno di noi porta con sé e che, se non ascoltata, contenuta e custodita da una presenza adulta, empatica e sicura, cerca un nascondiglio per crescere. Se costantemente scovata e continuamente violata e oppressa,  non rimane che combattere questa battaglia quotidiana contro le varie figure persecutorie. Queste diventano sempre più numerose e si ha l’impressione che circoscrivano l’esistenza; magari invece alcune vorrebbero solo avvicinarsi e dedicare uno sguardo autentico ma le occhiatacce intrusive e mortificanti, che hanno in precedenza gravato sul vissuto con il peso di un singolo mattone, alzano di giorno in giorno la quota di sfiducia e diffidenza. Non è più sufficiente scrivere poesie di nascosto, come il piccolo Pinky, protagonista del film “The Wall”, deriso e punito dal suo insegnante, a sua volta umiliato dalla moglie, la sera al tavolo della cena. Non è più sufficiente scavare una trincea, è necessario erigere una fortezza, fino alla fine della guerra, fino alla fine dei nostri giorni, un mattone dopo l’altro, un mattone sull’altro. Pinky non riuscirà a riconoscere lo sguardo amorevole della fidanzata, sarà sempre più lontano e alla fine anche lei se ne andrà. Sarà un altro mattone nel muro. Quando il testo recita “tutto sommato …” significa che, allora, quella pietra non sembrava chissà cosa, neanche agli occhi e nella mente di chi l’aveva scagliata. Tuttavia, di fatto, tutti i reali responsabili del singolo mattone, oltre a quelli immaginari, hanno costruito il muro.

Il mio Pinky frequenta le lezioni da me da poco, ha la mente affilata come un rasoio, è brillante, non gli manca niente ma è cupo, lontano. Ha preso un quattro nel tema di italiano perché è uscito dalla traccia. Chiudo questo breve articolo riportando il testo della canzone tradotto in italiano e una provocazione (che mi riescono sempre bene!): ha senso assegnare un numero che sì, valuta adeguatamente l’aderenza alla traccia ma che ignora totalmente la creatività, la capacità di tessere una trama organizzata, sensata e coerente a prescindere dal contenuto richiesto?! Per me il senso di quell’insufficienza è: sei qui unicamente per attenerti alle consegne, non ci interessa cosa succede nel tuo mondo. Rogers Waters dall’alto del suo genio creativo poteva concedersi di rappresentare la provocazione sotto forma di scuola come fabbrica, scuola come forno inceneritore e scuola da distruggere e bruciare. Come per tutte le provocazioni artistiche sarebbe davvero banale e patetico discutere sul fatto che l’autore intenda realmente annientare l’intero sistema scolastico, così come commentare il grido dei bambini che recita “non abbiamo bisogno di educazione!”. È chiaro che Waters si riferisce e condanna la strumentalizzazione del concetto di educazione ai fini del controllo del pensiero, quando invece egli crede fermamente nella sua etimologia originale: “educare” significa “trarre fuori, allevare”.

Vi lascio con le parole che sono scolpite nella mente e nel cuore di almeno due generazioni, sperando che arrivino anche alla terza!

 

Un Altro Mattone Sul Muro

Non abbiamo bisogno di istruzione
non abbiamo bisogno di essere tenuti sotto controllo
né di oscuro sarcasmo in classe
professori lasciate in pace i ragazzi!
hey professore, lascia in pace noi ragazzi!

tutto sommato, è solo un altro mattone sul muro
tutto sommato, siete solo un altro mattone sul muro
Non abbiamo bisogno di istruzione
non abbiamo bisogno di essere tenuti sotto controllo
né di oscuro sarcasmo in classe
professori lasciate in pace i ragazzi!
hey professore, lascia in pace noi ragazzi!
tutto sommato, è solo un altro mattone sul muro
tutto sommato, è solo un altro mattone sul muro
tutto sommato, siete solo un altro mattone sul muro

A cura del Dott. Federico Fontana, Psicologo Casa dello Studente

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