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EMOattivamente

Nella crescita dei figli ci sono tante questioni da considerare. Per la maggior parte del tempo andiamo avanti nella routine quotidiana, pensando alle attività comuni. La scuola, il pulmino, lo sport, le uscite con gli amici, il pranzo, la cena, i vestiti da lavare, la camera sempre disordinata, una sgridata sulle regole non rispettate, un film insieme, un abbraccio, un litigio,un sorriso …

Poi ogni tanto ci soffermiamo a pensare a diversi aspetti che riguardano la loro vita e a come fare per crescerli al meglio. Ragioniamo su quella quotidianità e su come tutte quelle azioni contribuiscono allo sviluppo dei figli. L’autostima, gli interessi, il senso civico, il legame tra fratelli e sorelle, le amicizie, la capacità di cavarsela da soli in attività sempre maggiori, … E tra questi aspetti ce n’è uno a cui spesso i genitori pensano in vari modi: le emozioni. Cosa sta provando mio figlio? Sarà abbastanza felice? Come faccio a proteggerlo dalla tristezza? Perché diventa aggressivo? Come faccio a gestire la sua rabbia? Cosa posso fare se si annoia? Queste e altre domande vengono in mente quasi spontaneamente, per il grande amore che ogni genitore prova per i propri figli e per il desiderio che vivano la vita nel modo più soddisfacente possibile. Incominciamo ad esaminare la prima.

Cosa prova mio figlio?

Le emozioni sono sensazioni fisiche che assumono un preciso significato in funzione dell’esperienza passata, della situazione presente e delle aspettative per il futuro. Sono complesse ed è vario anche il modo per esprimerle, comunicarle e gestirle. Se tutti noi -di solito- nasciamo con il pacchetto completo delle sensazioni fisiche, il modo in cui si combinano e il modo in cui le interpretiamo varia a seconda della cultura e, nello specifico, della singola persona.  Nel corso della crescita i figli sperimentano e si accorgono di sensazioni nuove. La sfida per loro è capire cosa provano, distinguere i diversi stati, comprendere quando provano una emozione piuttosto che un’altra, individuare un modo coerente, comprensibile e rispettoso per manifestare il proprio vissuto. Non c’è un’emozione più importante di un’altra. Se nella crescita impariamo a conoscerle è perché ognuna ha una precisa funzione. Facciamo degli esempi con le emozioni più conosciute. La felicità, la serenità e il piacere accompagnano il benessere. La tristezza e il dolore consentono di prendersi una pausa, riposare, ricaricare le forze e riflettere su argomenti importanti. La paura ci allontana dai rischi o ci dice che dobbiamo attrezzarci per affrontarli in sicurezza. L’ansia ci dice che qualcosa di quello che potrebbe capitare in futuro non ci piace, allora dobbiamo fare qualcosa nel presente per imparare ad accettarlo o per modificare gli eventi e cambiarne il corso. La delusione, il rammarico e la frustrazione ci dicono che qualcosa è andato storto e, quindi, per le prossime volte bisognerà cambiare il modo di affrontare eventi simili. La rabbia serve per difenderci nelle situazioni pericolose. La noia ci serve perché è nel ‘non-fare’ che nasce la creatività per ‘fare-qualcosa-di-nuovo’.

Certo, se alcune di queste prendono il sopravvento, si corrono almeno due rischi. Il primo è che se si rimane troppo in una emozione, a lungo andare perde la sua originaria utilità. Il secondo è quello di provare molto meno le altre emozioni, che dovrebbero invece supportare altri aspetti della vita. Così dopo aver affrontato il primo punto, incominciano a cambiare le domande. Come posso accettare, da genitore, che mio figlio provi tutte queste (e altre) emozioni? Come faccio a capire se c’è un disequilibrio nella tavolozza emotiva di mio figlio? E come faccio ad accompagnarlo verso una crescita armonica dei propri vissuti?

Per approfondire il discorso vi invitiamo al parent training, un gruppo di lavoro per genitori che si svolgerà a Brescia in via F.lli Lechi 13 nelle seguenti date:

·         mercoledì 27 novembre 2019, 18.00-20.00

·         mercoledì 04 dicembre 2019, 18.00-20.00

·         mercoledì 11 dicembre 2019, 18.00-20.00

·         mercoledì 18 dicembre 2019, 18.00-20.00

·         mercoledì 8 gennaio 2020,  18.00-20.00

Gli incontri saranno guidati dalla dott.ssa Valentina Albano, psicologa-psicoterapeuta.

E’ previsto uno sconto per chi si iscrive entro lunedì 18 novembre. Il termine ultimo delle iscrizioni è lunedì 25 novembre. Il numero massimo di partecipanti è: 12.

Info e prenotazioni: cds.pool.bsest@gmail.com

QUOTE*:
– singolo genitore 140€ per iscrizioni e saldo entro lunedì 18 novembre
– singolo genitore 170€ per iscrizioni oltre lunedì 18 novembre
– coppia genitoriale 220€ per iscrizioni e saldo entro lunedì 18 novembre
– coppia genitoriale 250€ per iscrizioni oltre lunedì 18 novembre
*Per i possessori del buono: la quota è scalabile dal coupon.

A cura della Dott.ssa Valentina Albano, psicologa Casa dello Studente

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