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Formazione tutor DSA-BES

All’interno della Cooperativa Casa dello Studente abbiamo diverse figure che si occupano del lavoro sul metodo di studio. Abbiamo circa 30 sedi in tutta la provincia che sono state raggruppate in aree. In ciascuna area c’è uno psicologo-supervisore che coadiuva la gestione delle sedi per questioni di ordine scolastico e per le dinamiche relazionali; inoltre, ogni area ha un responsabile organizzativo e logistico che si occupa di questioni amministrative e dei contatti con gli altri enti. Ciascuna sede ha un responsabile che conosce tutti i ragazzi e sa quali sono i loro aspetti critici, le loro risorse e le loro potenzialità. In base alle esigenze dei ragazzi vengono convocati dei tutor per il supporto allo studio.

Solitamente selezioniamo queste figure tra chi sta ultimando il percorso di laurea o chi lo hanno appena concluso. Infatti, per noi è fondamentale che da una parte sappiano seguire le materie scolastiche e dall’altra riescano ad instaurare un rapporto di fiducia con gli studenti. Per esempio, per le materie scientifiche prendiamo tutor che hanno un percorso scolastico e accademico nei corsi di laurea in ingegneria o matematica; allo stesso modo individuiamo i tutor per le lingue straniere, le lingue antiche, le materie economiche e le materie umanistiche. A loro offriamo una formazione interna anche sulle competenze trasversali così che sappiano seguire i ragazzi nella concentrazione, nell’impegno, nel silenzio e nel rispetto. Inoltre, li formiamo sulla metodologia di studio tradizionale.

Definiamo “tradizionale” la metodologia di studio che è stata progettata con una progressione standard nei passaggi e che risulta efficace con la maggior parte degli studenti. Per esempio, nelle materie umanistiche si segue questo processo: lettura, rilettura, individuazione dei concetti chiave, schema o riassunto, prova espositiva. In ogni caso, comunque, consideriamo le caratteristiche peculiari di ogni ragazzo; quindi, anche questa metodologia viene declinata in modo individualizzato per ciascuno. In queste situazioni, le lezioni sono organizzate con 3 ore di studio in tavoli con un tutor su 3 o 4 ragazzi.

Oltre al percorso con la metodologia tradizionale, nelle nostre sedi abbiamo la possibilità di affiancare i ragazzi anche in modo personalizzato. In queste situazioni si attivano quando ci sono dei Bisogni Educativi Speciali che necessitano di un intervento differente e complesso nel supporto all’apprendimento. Nel progetto DSA-BES abbiamo raccolto un bagaglio di strategie da cui attingere per individuare quelle necessarie al caso specifico. In particolare vengono selezionate le strategie opportune in base a colloqui tra un nostro esperto e lo studente/il genitore e tra l’esperto e uno o più insegnanti scolastici. Una volta individuato un all’interno della cooperativa piano di lavoro individualizzato, gli studenti vengono seguiti per 1, 2 o 3 ore di lezione a pomeriggio in un tavolo con un tutor e due studenti.

Tra i nostri tutor ci sono delle figure che abbiamo formato per poter affiancare in modo adeguato gli studenti che necessitano di una metodologia personalizzata. In particolare questi tutor conoscono l’intero bagaglio delle strategie e, di fronte allo specifico studente, utilizzano quelle selezionate appositamente per lui. Queste formazioni sono organizzate in modo ciclico durante l’anno scolastico. Per esempio, lunedì 16 gennaio 2017 ne abbiamo organizzata una a Rodengo Saiano e martedì 31 gennaio 2017 ne faremo una in città.

Queste formazioni si svolgono in modo interattivo. Il formatore offre informazioni sulle normative e facilita il dialogo tra i partecipanti con una linea guida relativa alle strategie di studio presenti nel bagaglio della Casa dello Studente. I tutor, quindi, vengono coinvolti per portare riflessioni, domande e aneddoti. Il contributo di ciascuno è sempre utile a tutti per comprendere qualcosa di più e di diverso sugli studenti. In una delle ultime formazioni, è stata fatta una domanda che mi ha ricordato un articolo letto qualche anno fa sui ragazzi con Disturbi Specifici dell’Apprendimento (vedi link in fondo alla pagina). Vi riporto la domanda: “Se un ragazzo ha difficoltà a fare i calcoli, gli faccio sempre usare la calcolatrice?” Tale quesito, in effetti, esprime un dubbio più ampio: “Gli strumenti offerti ai ragazzi devono impedire l’apprendimento o supportare lo sviluppo delle loro competenze?” Se poniamo in questi termini la domanda, la risposta risulta un po’ più semplice. Il ruolo delle figure educative è di supportare la crescita insegnando ogni volta qualcosa che prima lo studente non sapeva fare. Le modalità di insegnamento possono variare, ma l’obiettivo è andare avanti, non rimanere fermi.

Quindi, tornando alla specifica domanda fatta dal tutor che aveva partecipato alla formazione DSA-BES, la risposta che abbiamo elaborato insieme è stata questa: “Per i calcoli che lo studente sa fare a mente o con carta e penna si usano queste modalità, non la calcolatrice! Per i calcoli che risultano ancora complessi si usa la calcolatrice inizialmente, ma si prova un po’ alla volta a farli svolgere a lui. Inoltre, se è necessario privilegiare l’apprendimento nell’uso delle formule, è possibile che all’inizio si usi la calcolatrice per far concentrare lo studente sul procedimento. Poi, quando si padroneggia la capacità di applicare le formule agli esercizi, lo studente può iniziare a fare qualche calcolo a mente o con carta e penna.”

Si procede anche con un mezzo passo alla volta, l’importante –appunto- è procedere. Riprendo la metafora tratta dall’articolo presente nel link per riassumere questo argomento: “Cosa succede se una persona che può camminare usa sempre le stampelle?”

Dott.ssa Valentina Albano, Psicologa Responsabile Equipe DSA/Bes, Casa dello Studente.

Fonte:

http://www.formazione-studio.it/download/dsa-e-tabelle-stampelle-di-anna-antonucci/

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