• Informazioni: 030 63 42 483
  • comunicazione@casadellostudente.net

Il carcere per il genitore che influenza i figli denigrando l’ex

Impedire all’ex di vedere il figlio con scuse ripetute nel tempo potrebbe diventare un reato: la proposta di legge di Giulia Bongiorno e Doppia Difesa

di Giusi Fusano

Allora. Questa storia della Pas?

Giulia Bongiorno sospira e attacca: «Beh, direi che è arrivata l’ora di chiuderla qui con questa polemica. Anche perché la parola Pas non è mai citata nella nostra proposta di legge. Vorrei tranquillizzare chi pensa il contrario: nessuno vuole riconoscere in una legge il valore di una sindrome molto dibattuta, men che meno questa iniziativa che invece parla di “abuso di relazioni familiari o di affido“».

Polemica, pas, proposta di legge. Sono le tre parole chiave di un’ondata di critiche piovute addosso all’avvocatessa Bongiorno, appunto, e a Michelle Hunziker, che con lei si occupa di Doppia Difesa, associazione che lavora da anni a sostegno delle donne maltrattate.

È successo che Michelle Hunziker, ospite di Fabio Fazio a Che tempo che fa, ha spiegato la proposta di legge che lei e Giulia Bongiorno vorrebbero promuovere per istituire un reato, e quindi una punibilità, contro il genitore responsabile di influenzare psicologicamente il proprio figlio denigrando l’altro coniuge oppure impedendogli di vedere il bambino con scuse ripetute nel tempo.

Il fatto è che Michelle ha pronunciato la parola sbagliata: Pas, che sarebbe l’ormai famosa Sindrome di Alienazione parentale, malattia che gli Stati Uniti hanno classificato come pericolosa spazzatura e che non è mai stata riconosciuta nei manuali di psichiatria. Dichiarata inesistente dal nostro ministero della Sanità, la Pas è bocciatissima anche per la Cassazione che sulla sua esistenza si è espressa a proposito della storia del bambino di Cittadella (Padova): quello trascinato via dai poliziotti davanti alla scuola per il quale uno psichiatra aveva invocato proprio la sindrome ideata dall’iper-screditato “scienziato” americano Richard Gardner, morto suicida.

Detto questo, la domanda è: davvero l’intenzione di doppia Difesa sarebbe dare alla Pas la dignità che non ha mai avuto? Incassate le critiche, Giulia Bongiorno prova ad andare oltre. E a spiegare. «Solo un matto può pensare che io e Michelle vorremmo tutelare i genitori maltrattanti attraverso la Pas. Quello che vorremmo fare è semplice» dice. «Vorremmo che fosse chiaro dal punto di vista giuridico quel reato che oggi non ha un nome e che sta nella terra di nessuno fra la diffamazione e i maltrattamenti. Mi spiego: se un genitore prende il proprio figlio e scappa il reato è sottrazione di minore, se usa la violenza fisica o psicologica parliamo di maltrattamenti. E se invece influisce sul bambino continuando ad autopromuoversi e a denigrare senza ritegno l’altro genitore? E se per dieci volte di fila trova una scusa per non far vedere il figlio all’altro? Come li chiamiamo questi atteggiamenti? Come facciamo a punire tutto questo ammesso che si riesca a dimostrarlo? Ecco, questo per noi è un abuso di relazione familiare o di affido. E credo che se fosse un reato, con la sua punibilità sarebbe anche un deterrente per i tanti, troppi genitori che lo commettono. Chi si occupa di questioni familiari, come me, lo sa bene che le cose vanno così spessissimo. Poi, certo, tutto è perfettibile. Ma io dico: parliamone, sediamoci attorno a un tavolo e discutiamo di ogni virgola. La sola cosa sulla quale non si può discutere è la violenza: per me non esistono forme di violenza private. La violenza riguarda tutti, anche se è una violenza psicologica di un padre o di una madre nei confronti del proprio figlio. E parlo di padre e madre non a caso, qui non è questione di genere”.

Il passaggio “incriminato” della proposta di legge è questo:

«È punito con la reclusione da sei mesi a tre anni chiunque, nell’ambito delle relazioni familiari o di affido, compiendo sul minore infraquattordicenne ripetute attività denigratorie ai danni del genitore, ovvero limitandone con altri artifizi i regolari contatti con il medesimo minore, intenzionalmente impedisce l’esercizio della potestà genitoriale. Se il fatto è commesso con violenza o minaccia reiterata, si applica la pena della reclusione da uno a quattro anni. Se dal fatto deriva una rilevante modificazione dell’equilibrio psichico del minore, le pene sono aumentate»

Dopo le parole di Michelle Hunziker molti centri antiviolenza oltre a subissare di critiche la coppia Hunziker-Bongiorno hanno scritto indignate alla presidente della Rai, Anna Maria Tarantola, perché nella trasmissione di Fabio Fazio si è lasciato correre davanti a quella parola, Pas.

Una delle obiezioni più frequenti è questa: il minore potrebbe rifiutare il genitore perché è violento, indipendentemente dall’influenza che su di lui ha l’altro coniuge. La replica di Giulia Bongiorno:

«Il problema è come provare che si tratti davvero di abuso di relazione? Affronteremo anche questo. Metteremo a punto il modo di valutare mail, sms, indizi vari…Io ascolto tutti e accetto volentieri le critiche di tutti. Basta non essere preconcetti. Non ho l’ansia da reato, semmai quella di punire condotte che non sono punite. Anche con la legge sullo stalking mi dicevano: sono fatti privati, come facciamo a metterci il naso? Mi criticarono ferocemente anche allora, dissero che volevo perseguitare i fidanzati, che ce l’avevo con il corteggiatore che mandava le rose… Si è visto com’è finita»

Vai al BLOG

Leave a reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Iscriviti alla nostra
Newsletter