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Il rifiuto scolare

Il comportamento di rifiuto scolare fa riferimento a una momentanea inabilità del bambino o ragazzo a mantenere un funzionamento adeguato all’età rispetto alla frequenza scolastica o una mancanza di strategie adattive per affrontare gli stress legati al contesto scolastico e comprende una fascia di età tra i 6/7 e i 17 anni.

Si può parlare di comportamento di rifiuto scolare se dura da almeno due settimane o per un periodo più breve ma sono presenti significativi comportamenti che interferiscono con il quotidiano funzionamento della famiglia.

Il bambino può rifiutare la scuola con diverse modalità:

·     Assentarsi da scuola

·     Lasciare la scuola durante il giorno o saltare alcune lezioni

·     Arrivare sempre tardi

·     Frequentare ma dopo aver attivato comportamenti problematici per non andare a scuola

·     Frequentare ma con un’insolita angoscia che induce a chiedere di assentarsi nei giorni seguenti

Questo tipo di difficoltà presenta un picco tra i 6-7 anni e tra i 13-14 anni, con problematiche che possono essere internalizzanti (quindi ansia sociale e generalizzata, isolamento sociale, depressione, stanchezza, paure e lamentele somatiche) oppure esternalizzanti (aggressioni verbali e fisiche, rifiuto a muoversi, fuga da scuola o da casa, temperamento collerico, ricerca di rassicurazione, dipendenza, mancanza di collaborazione).

Il modello funzionale, utilizzato all’interno dell’approccio cognitivo-comportamentale, ci permette di diagnosticare i ragazzi che rifiutano la scuola in base alla causa principale (lo scopo) che ci sta dietro. In quest’ottica gli autori hanno suddiviso i ragazzi con tali difficoltà in quattro categorie:

1.    I bambini/ragazzi guidati dall’intento di evitare stimoli scolastici (oggetti e situazioni) che provocano un’emozione negativa (paura, ansia, depressione, sintomi somatici). Questi soggetti, a casa, studiano sempre.

2.    I bambini/ragazzi che vogliono fuggire da situazioni sociali avversive e/o valutative a scuola. Più che il timore di oggetti o situazioni, si tratta della paura di fronteggiare persone che si trovano nel contesto scolastico. Anche questo gruppo di soggetti, di solito, a casa studiano sempre.

3.    I bambini/ragazzi che cercano attenzioni dalle figure significative. Sono soggetti che possono mostrare anche ansia da separazione e tendenzialmente sono bambini piuttosto controllanti. Questi ragazzi a casa mostrano un comportamento altalenante (a volte studiano, a volte no).

4.    I bambini/ragazzi che vogliono perseguire gratificazioni concrete al di fuori del contesto scolastico per cui si trovano a marinare la scuola e anche a casa non studiano, proprio perché poco interessati a ciò che il contesto scolastico possa offrire loro.

Circa un terzo dei bambini rifiutano la scuola per 2 o più funzioni; inoltre, è importante, in una prima fase di valutazione, escludere altri tipo di problematiche che possono essere facilmente confuse con il comportamento di rifiuto scolare (ad esempio attacchi di panico e agorafobia, disturbo d’ansia generalizzato, fobia sociale, fobia specifica, depressione, ADHD, DOP, DSA, disturbi pervasivi dello sviluppo, ecc.).

Il genitore che dovesse notare comportamenti di questo genere, è importante che si rivolga ad un esperto per una valutazione professionale.

A cura di Stefania Ciaccia, Psicologa Casa dello Studente

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