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Lettera Aperta da un docente CdS.

Buongiorno,

come forse già qualcuno sa, con buonissima probabilità inizierò uno stage full time con trasferimento a partire dall’anno prossimo, il quale mi renderà praticamente impossibile continuare l’attività di tutor con la Casa dello Studente, almeno per il periodo minimo previsto di un anno.

La notizia non è ancora confermata in modo definitivo, e potrebbero esserci ancora collaborazioni in futuro, non mi sento quindi in grado di escludere nulla.

Tuttavia, credo sia più che indispensabile tentare di comunicare, almeno in questo sintetico testo, quanto e cosa ha significato per me l’esperienza di più di 7 anni presso l’associazione, ringraziando tutto il personale.

Tutto è cominciato con l’inizio dell’università dove io, come molti altri studenti, ero alla ricerca di un impiego part-time, più mosso da necessità economiche che dal desiderio di arricchire il mio bagaglio culturale. Trovando un annuncio della CdS sulla bacheca, decidetti di chiamare per informarmi e venni in contatto con Davide Morelli, allora RdF della sede di Sarezzo, in via Santella.

La prima impressione, di dover dare semplicemente un aiuto a ragazzi (all’inizio quasi coetanei) in difficoltà nel comprendere concetti da studiare, si trasformò presto nel sentore di far parte di qualcosa di più grande, pur sempre in modo umile. In particolare, durante un periodo di docenze con Claudio Tanghetti, ebbi modo di apprendere e farmi un’idea dell’obiettivo ideale dell’associazione: portare i ragazzi lontano dalla scuola intesa e vissuta nel modo sbagliato, proponendo invece un ambiente concreto fatto di socialità, comunità, organizzazione, responsabilità, collaborazione, comunicazione, comprensione ed ascolto.

Successivamente ho capito che l’istruzione è la fase più sensibile del percorso di formazione dell’individuo, e quindi di una collettività che corrisponderà inevitabilmente alla società del futuro, troppo spesso trascurata per tradizione più che per errore.

Ho imparato ad interfacciarmi con i ragazzi, ed a vedere i loro problemi come i nostri problemi, quelli di cui ci lamentiamo tutti i giorni, quelli collegati alla realtà, indistricabilmente connessa, nella quale viviamo.

Solo dopo questi passaggi ho deciso di rimanere a collaborare al massimo della mia disponibilità con la CdS, onorato di seguire e partecipare ad un processo di miglioramento della salute psico-fisica dei ragazzi, ed apprendimento del modo di rapportarsi con loro, come con gli adulti.

E’ quindi con grande commozione che mi trovo a salutare gli studenti, i colleghi, gli amici ed i conoscenti collaboratori, ringraziandoli per la passione con la quale lavorano, oppure a guardare l’entrata dell’ennesima filiale aperta sul territorio, domandandomi se Claudio voglia fermarsi, oppure continuare fino a conquistare l’Italia intera con la sua società cooperativa sociale onlus.

Un sincero ringraziamento a tutti,

buone feste ed a presto,

Nicola Conforti.

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