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L’impatto psicologico della quarantena

In questo articolo informerò i lettori sui possibili effetti psicologici riconducibili all’epidemia da Covid-19 e al periodo di quarantena stabilito dallo Stato per contrastarne il propagarsi. Indicherò alcuni comportamenti per provare a gestire in maniera efficace il cambiamento che ognuno di noi ha riscontrato nel proprio stile di vita. In questo momento storico, per la prima volta nelle nostre vite, ci viene richiesto di cambiare drasticamente le nostre abitudini passando, in un attimo, da condurre vite estremamente frenetiche ad avere “tutto il tempo del mondo a nostra disposizione” e ad avere la piena libertà di scegliere come riempirlo, a patto che si stia in casa. La paura e l’ansia sono due emozioni collegate tra loro che si manifestano nel momento in cui un individuo percepisce un pericolo. Sono emozioni ancestrali che ricoprono un ruolo biologicamente funzionale per tutti gli esseri viventi: ci consentono di attivarci e quindi di avere reazioni volte alla sopravvivenza nel momento in cui percepiamo un pericolo; ci mettono in allerta e sono quindi adattive, ma fino ad un livello soglia. Quando la percezione del rischio è prolungata nel tempo (come nel caso dell’attuale pandemia da Coronavirus) si corre il rischio di vivere in uno stato di allerta costante caratterizzato da emozioni quali ansia e paura che possono diventare disadattive, divenendo fattore determinante per l’instaurarsi di sintomi psicologici fino, nelle situazioni più critiche, a trasformarsi in vero e proprio panico e/o disturbi dell’umore.

Come possiamo comportarci per evitare che ciò accada?

In primo luogo è importante che ognuno di noi riconosca a sé stesso la possibilità di esperire paura e ansia per la situazione in corso: è infatti del tutto normale essere preoccupati per aspetti legati alla salute, al lavoro, alla gestione economica, all’incertezza del futuro. È necessario però fare in modo che tali emozioni non invalidino le nostre giornate rendendole flemmatiche e prive di altri risvolti emotivi. Accettiamo dunque di poter provare momenti di tensione, timore, sconforto e/o tristezza per ciò che sta accadendo, ma continuiamo a ricercare e mantenere delle routine quotidiane.

Di seguito alcuni utili suggerimenti:

  • svegliarsi sempre alla stessa ora al mattino in modo da mantenere regolare il ciclo sonno-veglia, anch’esso in parte responsabile delle modificazioni del tono dell’umore;
  • vestirsi e non rimanere in pigiama tutto il giorno in quanto tale comportamento condurrebbe ad una percezione di sé come inoccupato e nullafacente;
  • suddividere le mansioni domestiche con i propri familiari in modo che ogni componente della famiglia sappia chiaramente quali sono i suoi doveri all’interno dell’abitazione;
  • dedicare una parte della giornata ai propri hobbies, scoprendone di nuovi laddove non se ne abbiano di appaganti;
  • mantenere i rapporti sociali con le persone a noi care: fortunatamente la tecnologia ci viene incontro da questo punto di vista poiché con le videochiamate è possibile avere quasi la sensazione di essere “con” la persona che si sta chiamando. Ciò ha un impatto psicologico potentissimo in quanto consente di comunicare nel modo in cui siamo più abituati a farlo, ovvero attraverso il linguaggio verbale ma soprattutto attraverso il linguaggio del corpo, quello non verbale. Poter mettere in atto questo tipo di comportamento dà un senso di familiarità, di continuità e quindi di benessere, per cui il suggerimento è quello di videochiamare qualche volta a settimana i genitori, figli, amici, fidanzati/e che non vivono con noi;
  • scegliere un singolo momento della giornata in cui controllare gli aggiornamenti forniti dai media sull’evoluzione della pandemia in corso. Un sovraccarico di informazioni, infatti, rischia di fomentare emozioni di ansia, incertezza, paura portandole a livelli incontrollabili ed estremamente disadattivi.

 

Quando capita di annoiarsi è bene lasciare che ciò accada. La noia è parte integrante di un lungo periodo da passare in casa e le reazioni ad essa sono alla base del benessere percepito: bisogna trovare la giusta via di mezzo tra momenti di noia, del tutto normali, e momenti di attività. Non lasciamo che gli uni prevarichino sugli altri o viceversa. L’invito è quello si essere tolleranti verso sé stessi: per ognuno di noi ci vorrà del tempo per adattarsi agli importanti cambiamenti sullo stile di vita che ci vengono richiesti; c’è chi ci riuscirà con più facilità e chi con meno. È importante però riuscirci e non lasciare che le emozioni negative prendano il sopravvento. La gestione del cambiamento dello stile di vita per bambini e ragazzi potrebbe risultare più complicata: se infatti per un adulto risulta emotivamente complesso gestire questo periodo, per una persona in fase di sviluppo potrebbe esserlo ancora di più. E’ necessario non dare per scontato che la comprensione del fenomeno sia avvenuta; in qualità di adulti di riferimento è fondamentale spiegare chiaramente ai propri figli le motivazioni per le quali la scuola è chiusa, l’importanza di restare a casa e l’utilità sociale di questo comportamento. Come scritto sopra, è cruciale mantenere delle routine quindi, ad esempio, per i più piccoli, sarà molto utile alzarsi sempre alla stessa ora, fare colazione, lavarsi, vestirsi, seguire la didattica online programmata dalla scuola, fare una pausa a metà mattina, tornare allo studio, pranzare insieme a tutta la famiglia, dedicarsi una pausa e poi iniziare a fare i compiti. In questo modo si mantengono ben chiari i propri doveri e il ragazzo comprende che è tenuto a svolgere al meglio il proprio ruolo di studente, così come gli è sempre stato richiesto. Solo a seguito dello svolgimento dei compiti ci si potrà dedicare allo svago: sono numerose le attività che possono essere svolte in autonomia o insieme agli altri membri della famiglia. In base all’età del ragazzo sarà necessario calibrare la tipologia di attività: i bambini più piccoli, fino ai 6/7 anni, avranno maggiormente bisogno che un genitore li aiuti nella strutturazione delle attività ludiche; bambini più grandi potranno costruire da soli i propri passatempi in quanto più autonomi. Il tempo per la televisione e i videogiochi dovrà essere stabilito a priori poichè si dovrà cercare di favorire le attività all’aperto, per chi possiede un giardino, o comunque attività creative ed educative. I più fortunati saranno sicuramente quelli con fratelli e sorelle con cui giocare e condividere il tempo!

Qualora ci fossero persone che sentono di essere sovraccaricate da emozioni negative, è importante che chiedano aiuto. Le diverse regioni italiane, così come gli ordini regionali degli psicologi e molti liberi professionisti, hanno messo a disposizione le proprie competenze per offrire sostegno psicologico gratuito a chi ne avesse bisogno. L’Ordine degli psicologi della Lombardia ha attivato un filo diretto telefonico che risponde al numero 02 82396234 gestito dalle realtà di psicologia delle emergenze: Croce Rossa Italiana, Psicologi per i popoli, Sipem (Società italiana di psicologia dell’emergenza), Spe (Squadra psicosociale per le emergenze), Cisom (Corpo italiano di soccorso dell’ordine di Malta) e Emdr Italia. Gli psicologi risponderanno tutti i giorni, dalle 9 alle 18. “Pronto psy – Covid-19” è il servizio gratuito di supporto psicologico telefonico offerto da Sipem Sos – Lombardia, la Società italiana di psicologia dell’emergenza. Si rivolge principalmente ai cittadini che si trovano in isolamento o quarantena domiciliare a seguito dell’emergenza Coronavirus. Per accedervi è necessario inviare una mail all’indirizzo sipemsoslombardia@gmail.com fornendo il proprio recapito telefonico o telefonando al numero indicato. Nelle 48 ore successive all’invio della mail uno psicologo volontario ricontatterà il cittadino per fissare un colloquio telefonico (anche via Whatsapp o Skype).

A cura della Dott.ssa Daphne Scotto di Carlo, psicologa Casa dello Studente

 

 

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