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Stare in famiglia ai tempi del coronavirus

Ormai da diverse settimane, il coronavirus è impetuosamente entrato nel nostro Paese, nelle nostre città, nelle nostre case e, come purtroppo sappiamo, ciò ha completamente stravolto gli scenari delle nostre vite. In una società caratterizzata da un continuo e frenetico movimento, improvvisamente ci viene chiesto di stare fermi, di cambiare il nostro stile di vita in modo repentino. Siamo abituati ad andare veloce, a riempire le nostre giornate, a non sentire noi stessi né gli altri ma adesso, in questo momento così delicato, è importante imparare semplicemente a “stare”, con noi stessi e con i nostri cari.

Proviamo ad approfondire insieme cosa sta accadendo nel più intimo dei livelli: cosa è cambiato nelle nostre case?

Le famiglie stanno vivendo una situazione inconsueta: genitori che lavorano da casa e figli che non vanno a scuola, ci si ritrova a dover gestire in modo nuovo spazi e tempi, cercando di non far diventare ingombranti le nostre presenze. Questa nuova condizione può essere vissuta come una forte limitazione alla propria libertà di movimento oppure come una possibilità. Nel primo caso si finisce per esserne succubi, nel secondo si possono sperimentare nuove dimensioni della vita familiare, per condividere più tempo insieme e riscoprirsi vicendevolmente. Scegliamo di seguire quest’ultima strada. Dunque, come gestire gli spazi domestici? Come organizzare il tempo libero dei figli? Come prendersi cura delle loro preoccupazioni? Reimpostare la quotidianità della famiglia può avere le sue note liete, nonostante qualche scomodità. Si può riscoprire (o forse addirittura scoprire per la prima volta) la condivisione dei pasti, magari preparati insieme e gustati con calma, così come la condivisione delle storie di famiglia e dei progetti futuri. E poi ci sono gli album di foto da tirare fuori da chissà quale scaffale o cartella da riguardare, da riordinare o da ultimare. Non spaventatevi troppo se pensate che non ci sia niente da fare: la noia, nei bambini come negli adulti, è un momento necessario per farci venire delle idee creative. Soprattutto per le famiglie con i bambini, la creatività è una dote fondamentale: questi sono i giorni per impastare, colorare, ritagliare, leggere, inventare e mettere in scena. Approfittiamo, quindi, di queste giornate per impersonare un ruolo a cui si era forse rinunciato in questi ultimi anni, cioè quello di compagno di giochi dei nostri figli. Inoltre, non dimentichiamo l’importanza di parlare con i bambini, spiegando loro cosa sta accadendo, con parole semplici e adatte alla loro età, ma ascoltando anche le loro preoccupazioni e rassicurandoli con la nostra presenza e il nostro affetto. In questo modo si impedisce al bambino di sostituire le motivazioni reali con fantasie e paure eccessive, aiutandolo a responsabilizzarsi sulle regole da seguire. Anche per i bambini è importante mantenere una routine, che in questa occasione può diventare più elastica ma non bisogna comportarsi come se fosse una vacanza: alcune cose devono rimanere costanti. Ad esempio, è utile dare degli orari in cui i bambini possono usare tablet e computer e alternare momenti di studio a momenti di svago. Importante, per i più piccoli così come per gli adulti, mantenere dei momenti di socialità: fate sì che possano contattare i nonni o i loro amichetti attraverso le videochiamate, anche di gruppo.

Per gli adolescenti il discorso diventa più delicato poiché l’impossibilità di vivere liberamente le relazioni sociali potrebbe essere vissuta come una costrizione difficile da accettare, in una fase di vita in cui il gruppo dei pari è il riferimento primario. Importante trovare il giusto equilibrio tra il loro bisogno di contatto esterno e il rischio di “un’overdose digitale”. Troviamo degli istanti di condivisione anche con loro – guardiamo un film insieme, una puntata di una serie tv… – per evitare che deleghino completamente ai social le loro relazioni e i loro affetti. Siamo abituati a vivere gran parte della giornata fuori casa, ora ci ritroviamo a viverla completamente dentro casa, proviamo a considerare le pareti come dei “muri inclusivi”, ci separano dagli altri per proteggerci ma allo stesso tempo ci uniscono attraverso il senso di solidarietà e di responsabilità che ognuno di noi mostra verso gli altri. Questa nuova dimensione di vivere il nostro tempo e il nostro spazio, quindi, può diventare virtuosa nelle relazioni ma anche nell’abitare le nostre case e vivere le nostre famiglie!

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A cura della Dott.ssa Laura Laudicina, psicologa e psicoterapeuta Casa dello Studente

 

 

 

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