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Come si comunica in modo efficace? L’assertività

La parola “assertività” deriva dal latino ad serere, e significa «asserire» o affermare se stessi. L’ assertività è la capacità di esprimere i propri pensieri e i propri stati emotivi, di scegliere come comportarsi in un determinato momento/contesto, di difendere i propri diritti, di esprimere disaccordo quando lo si ritiene opportuno, di portare avanti le proprie idee e convinzioni, rispettando, contemporaneamente, quelle degli altri. Spesso, non si è in grado di far rispettare i propri limiti, di mettere i giusti paletti per preservare la propria intimità dal comportamento poco assertivo dell’altro; oppure accade che non si riesca a rispettare i limiti delle persone con le quali ci relazioniamo, senza neanche rendercene conto. Il comportamento non assertivo può essere di  due tipi: di tipo passivo o di tipo aggressivo.

In generale si può affermare che non esistono delle persone completamente aggressive o passive, ma esistono delle tipologie di persone tendenzialmente orientate verso l’una o l’altra modalità comportamentale. Le due tipologie di comportamento non assertivo in genere sono apprese negli ambienti di crescita della persona, ma corrispondono anche a delle sfaccettature caratteriali insite nella struttura personologica dell’individuo. Anche il contesto sociale in cui la persona si trova e l’interlocutore con il quale ci si relaziona può condizionare la messa in atto dell’uno o dell’altro comportamento. Quindi, una stessa persona può assumere un comportamento di tipo passivo di fronte alle richieste di tipo aggressivo del suo datore di lavoro e una volta tornato a casa riproporre il comportamento aggressivo con il quale è stato trattato nella relazione con la moglie e i figli, nel tentativo di riequilibrare la sua autostima. Per queste ragioni, per semplicità espositiva, si tende a parlare di un continuum che va dal comportamento passivo al comportamento aggressivo e nell’ area intermedia si situerebbe il comportamento assertivo.

Uno stile comportamentale passivo porta la persona ad arrendersi al volere altrui ed a reprimere i propri desideri, compiacendo l’altro in cerca di approvazione e benevolenza.

A lungo termine questo comportamento porta progressivamente alla perdita della stima di sé e del senso di efficacia personale a causa della continua rinuncia se stessi in favore dei bisogni altrui. Può, inoltre, comportare risentimento, frustrazione e rabbia verso desideri ed obiettivi non realizzati e irritazione. L’interlocutore inoltre può non sentirsi stimolato da una conversazione in cui non vengono posti punti di vista alternativi o contrastanti, percependola come mancanza di partecipazione o sentirsi confuso dal mantenere una interazione con un soggetto che non esprime le proprie idee, opinioni e sentimenti o percepire sensi di colpa legati alla sensazioni di prevaricare l’altro.

Il comportamento anassertivo di tipo aggressivo si realizza nel momento in cui la persona per raggiungere i propri obiettivi ed ottenere la propria gratificazione si afferma con violenza, minimizzando, calpestando o disconoscendo il valore altrui. E’ presente la difficoltà nel considerare punti di vista diversi dal proprio ed una percezione di non essere mai in errore. In tale caso i fallimenti vengono attribuiti all’ esterno, quindi alle circostanze o agli altri, compare una svalutazione dell’altro, rigidità, inflessibilità rispetto alle sue posizioni, ed incapacità nel distinguere le opinioni dalla realtà oggettiva.

Come le principali sequenze comportamentali, lo stile assertivo può essere appreso e/o potenziato nel corso dello sviluppo o attraverso dei training specifici. Per raggiungere questo scopo i passaggi si possono riassumere in: conoscere, esprimere e riconoscere, agire/cambiare, accettare. Conoscere noi stessi, i nostri pensieri e le nostre emozioni. Riconoscere l’espressione situazionale delle emozioni e degli stili comportamentali propri e altrui. Modificare tramite azioni comportamentali e/o verbali il nostro stile di interazione. Accettare sè stessi e accogliere l’altro per quello che è.

Dott.ssa Francesca Cervati, psicologa Casa dello Studente

FONTI

Home

Bonenti, D., Meneghelli, A. (1992). Assertività e training assertivo. Franco Angeli. Milano
Per saperne di più: http://www.stateofmind.it/2014/11/assertivita-stili-comportamento/

Giusti E., Testi A (2006), Vincere quasi sempre con le tre A. Assertività, Sovera Edizioni, Roma.

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