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Orientamento lavorativo

Si parla spesso di scelte nel percorso di studi, ma una volta terminata la scuola secondaria di II grado non è obbligatorio proseguire con l’università. Molti studenti a 19-20 anni si ritrovano di fronte ad una vita diversa da come l’hanno conosciuta fino a quel momento. Certo, l’alternanza scuola-lavoro, prevista dalla legge 107/15, ha dato la possibilità ai ragazzi di sperimentarsi nelle attività applicative e apprendere attraverso la pratica. In questo caso però è la scuola a mettere in contatto studente e ente esterno; inoltre, le mansioni sono formative, non remunerative.

Ottenuto il diploma, ai ragazzi viene richiesto di rispondere a più domande. Continuare a vivere con i genitori o trasferirsi in un’altra casa? Rimanere nello stesso paese o cambiare città? Stare in Italia o andare all’estero? E, nel caso, dove? In quale ambito investire i primi anni lavorativi? Come trovare un ente in cui iniziare la propria carriera? Come costruire un curriculum? Quale aspetto di sé è meglio mettere in luce nei colloqui? Cosa è importante fare nei giorni di prova?

La scelta dell’ambito lavorativo potrebbe essere relativa all’indirizzo approfondito durante la secondaria di II grado. Gli anni di studio trascorsi nelle lezioni scolastiche, nei compiti pomeridiani e nel tirocinio troverebbero una realizzazione nell’impiego lavorativo. Tale sbocco, tuttavia, non è obbligatorio. E’ possibile valutare anche altre strade considerando anche altri criteri. Tra questi citiamo: preferenze personali,  numerosità dei posti di lavoro, lontananza dell’ente dal luogo di residenza, possibilità di spostamento, … La valenza data a ciascun criterio, inoltre, dipende dal singolo caso.

Una volta individuato l’ambito, non è così automatico trovare una collocazione. Rispetto a questo, quindi, è necessario che il ragazzo stesso si adoperi nella ricerca. Di seguito vi elenchiamo alcuni consigli.

E’ importante farsi conoscere dall’ente prima di proporre la propria candidatura. In questo caso, a seconda del tipo di lavoro, può essere utile presentarsi di persona e/o proporre un periodo di apprendistato. Se ci si presenta di persona è meglio andare da soli: senza né famigliari né amici. Questo mostra maggiore emancipazione e responsabilità.

Spesso ci si preoccupa di cosa inserire nel curriculum quando si è alla prima esperienza lavorativa. Si cerca di riempire il testo per aumentare le facciate nella speranza di sembrare più “esperti”. Ai datori di lavoro, invece, servono curriculum chiari, sintetici e pertinenti al tipo di ambito. Quindi, per esempio, se mi presento per un posto di commesso in una zona turistica può essere utile scrivere la certificazione di una lingua straniera; se invece mi presento per lavorare nella cucina di un locale sarà utile segnalare le attività di volontariato fatte nelle sagre del paese.

E’ possibile  accompagnare il curriculum con una lettera di presentazione. E’ utile che la lettera sia personalizzata, ovvero che sia scritta specificatamente per l’ente a cui la si sta indirizzando. Anche in questo caso la lunghezza non è sinonimo di qualità. Inoltre, la lettera non deve essere il duplicato del curriculum, ma deve invogliare a leggerlo. Per avere un rimando esterno prima di inviarla, fatela leggere a qualcuno e chiedetegli cosa trasmette… Eventualmente, sulla base di quelle indicazioni potete perfezionarla.

In parallelo al periodo di conoscenza, trasmissione curriculum e apprendistato può essere utile coltivare hobby e fare corsi di perfezionamento funzionali al campo lavorativo scelto. Questo vi darà la possibilità di arricchire il bagaglio di competenze e la specializzazione del curriculum. Inoltre, queste esperienze potranno essere un argomento di cui parlare nel colloquio di selezione, no?

I datori di lavoro hanno tanti criteri per fare la propria scelta, ma per molti è importante che la persona manifesti voglia di imparare e che si impegni nelle diverse mansioni. Quindi, con loro potete esprimere il vostro entusiasmo per essere finalmente arrivati al mondo degli adulti: senza libri da studiare e senza restrizioni legate alla minore età.

In bocca al lupo!

A cura della dott.ssa Valentina Albano, Psicologa Equipe Orientamento, Casa dello Studente.

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