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Strade e scelte per il futuro scolastico.

Alla nascita ogni essere umano ha a disposizione un numero enorme di possibili futuri. Crescendo ci interessiamo in modo particolare di alcuni aspetti della vita. In modo più o meno consapevole ci indirizziamo verso alcune strade e ne tralasciamo altre. In queste scelte, inoltre, siamo guidati da genitori, insegnanti, allenatori e tutte le altre persone importanti.

La scelta della scuola secondaria di II grado è un momento di grande riflessione rispetto a chi è il ragazzo in quel momento e quale persona potrebbe diventare al termine del ciclo scolastico. Quali caratteristiche e interessi ha? Quali competenze vorrebbe sviluppare? Quali esperienze vorrebbe fare in futuro?

Purtroppo, in questa valutazione a volte si tengono in considerazione anche alcuni luoghi comuni che possono risultare fuorvianti. Faccio un esempio tratto da uno dei tanti colloqui svolti con i genitori presso la Casa dello Studente.

“Stiamo pensando di iscrivere Francesca all’istituto professionale socio-sanitario… Insomma… non andrà al liceo, ma cosa vuole?! Bisogna accontentarsi…”

Il pensiero sottostante a questa affermazione è che ci siano scuole di serie A, scuole di serie B e scuole di serie C. Spesso questa suddivisione viene fatta in base a quante materie teoriche (lingue straniere, scienze, lingue antiche) e quante ore di stage/laboratorio vengono svolte nei diversi indirizzi. Così si finisce per pensare che più bisogna studiare sui libri, più la scuola è di alto livello.

L’obiettivo di crescita per ogni ragazzo dovrebbe essere: diventare una persona che viva una vita soddisfacente e in modo armonico rispetto alla società in cui sarà inserito. Così non chiediamoci se quella classificazione sia veritiera. Chiediamoci piuttosto se sia utile tenerla in considerazione nella scelta della scuola secondaria di II grado.

Ogni indirizzo offre agli studenti la possibilità di approfondire specifici argomenti e/o di fare particolari esperienze pratiche. Non è possibile confrontare un laboratorio chimico con una versione di greco, né uno stage in un asilo con una lezione in madre lingua inglese. In punto è individuare la disciplina che è maggiormente funzionale al ragazzo. Anche un liceo classico diventa di serie C se al ragazzo non interessano le lingue antiche, ma è maggiormente capace nel relazionarsi con i bambini.

La strada che alla fine scegliamo per il nostro futuro è quella che sappiamo percorrere con le nostre gambe e che ha il paesaggio migliore per i nostri occhi.

A cura della dott.ssa Valentina Albano, Psicologa Equipe Orientamento, Casa dello Studente.

 

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