Crescere nell’autonomia, un passo alla volta
Quando parliamo di autonomia nello studio, spesso pensiamo a uno studente capace di fare tutto da solo.
Ma diventare autonomi non significa non avere più bisogno degli altri. Significa, piuttosto, imparare progressivamente a capire cosa fare, come farlo e quando chiedere aiuto.
È un processo che richiede tempo.
All’inizio dell’anno scolastico molti ragazzi hanno bisogno di essere accompagnati nell’organizzazione del lavoro, nella preparazione di una verifica o nella scelta del metodo più efficace. Con il passare delle settimane, però, l’obiettivo dovrebbe cambiare: non semplicemente terminare i compiti, ma acquisire strumenti che possano essere utilizzati anche senza la presenza costante di un adulto.
Quando il metodo non funziona
Studiare molto non significa necessariamente studiare bene.
Può capitare di dedicare parecchio tempo ai libri e ottenere comunque risultati inferiori alle aspettative. In questi casi aumentare semplicemente le ore di studio non sempre è la soluzione.
Occorre fermarsi e chiedersi come si sta studiando.
Si comprende davvero ciò che si legge? Si riesce a individuare ciò che è importante? Il ripasso permette di recuperare le informazioni senza guardare continuamente il libro? Il lavoro viene organizzato oppure affrontato tutto insieme?
Imparare a porsi queste domande è già un primo passo verso l’autonomia.
Anche sbagliare serve
Nel percorso verso l’autonomia c’è poi un passaggio particolarmente importante: avere la possibilità di sbagliare.
Quando un adulto interviene continuamente per correggere, ricordare, organizzare o anticipare una difficoltà, può ottenere un risultato immediato migliore. Ma rischia anche di togliere allo studente l’opportunità di sperimentare.
Un errore può diventare un’occasione per capire cosa non ha funzionato, modificare una strategia e provare nuovamente.
Accompagnare significa quindi anche sapere quando intervenire e quando, invece, fare un piccolo passo indietro.
Il ruolo del tutor
Lo stesso principio vale nel supporto scolastico.
Un tutor efficace non dovrebbe sostituirsi allo studente né limitarsi a fornire la soluzione corretta. Il suo compito è osservare come il ragazzo lavora, aiutarlo a individuare strategie più efficaci e accompagnarlo gradualmente verso una maggiore sicurezza.
In alcuni momenti sarà necessario essere più presenti. In altri sarà importante lasciare più spazio.
Per questo il supporto deve evolvere insieme allo studente.
L’autonomia si costruisce
Prendere appunti in modo più efficace, organizzare una verifica, dividere un lavoro complesso in parti più gestibili, ripassare senza limitarsi a rileggere: sono piccoli apprendimenti che, nel tempo, possono fare una grande differenza.
L’obiettivo non è arrivare rapidamente a dire “non ha più bisogno di nessuno”.
È aiutare lo studente a poter dire sempre più spesso:
“So come affrontarlo.”
In Casa dello Studente crediamo che sia proprio questa una delle finalità più importanti di un percorso di supporto: essere presenti quando serve, ma lavorare affinché, passo dopo passo, lo studente possa diventare sempre più protagonista del proprio apprendimento.
Casa dello Studente
Ci prendiamo cura dello studente.