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Come affrontare la bocciatura?

La fine della scuola si avvicina, ma non è per tutti un bel momento. Bocciature e “debiti” sono in arrivo per molti ragazzi, insieme ai dubbi dei genitori su come affrontare la situazione. É giusto arrabbiarsi e punire il proprio figlio oppure è meglio non dire niente per non esasperare la situazione? E’ chiaro che l’insuccesso scolastico dei nostri figli può destabilizzarci, ma non scordiamoci di considerare che chi non è stato ammesso non siamo noi genitori, ma nostro figlio, è lui che sta subendo un insuccesso in prima persona e il nostro compito è di accoglierlo sempre nella sua sofferenza. Come possiamo agire, quindi? La prima cosa da fare è aiutare il ragazzo a riconoscere l’emozione che sta provando e accogliere la sua delusione, rabbia o frustrazione: “Mi dispiace di questo risultato, so che ti senti deluso e arrabbiato, deve essere stato molto brutto per te…”.  In un momento successivo, quando la tensione emotiva è scesa, può essere utile aprire un dialogo sull’argomento al fine di dare un senso alla bocciatura e individuare insieme i segnali che potevano predire l’esito negativo. È importante, a questo proposito, che le osservazioni siano rivolte ai comportamenti del ragazzo e non alla sua persona. Si tratta peraltro di una regola da tenere sempre presente in qualunque tipo di conflitto o discussione. È preferibile, infatti, evitare commenti come: “Sei il solito fannullone”, “Non sei buono a nulla”, ma piuttosto “Ti sei forse impegnato poco”, “Non ti sei organizzato in modo adeguato” ecc. Solo in questo modo è possibile trasmettere l’idea che cambiare è possibile: il comportamento può essere infattimodificato, mentre se si pensa di essere “sbagliati” è più difficile pensare di potercela fare.

Per quanto riguarda le punizioni, molte ricerche psicologiche rivelano che le punizioni sono molto meno efficaci rispetto ad un sistema  bastato sul rinforzo che va quindi ad evidenziare e premiare le azioni positive. Qualora tuttavia si decida di elargire una punizione è importante che essa sia stata preventivamente definitiva, che sia realistica, chiara nella modalità e nei tempi e portata a termine secondo le regole stabilite. E’ inutile imporre punizioni che sappiamo già non saremo in grado di far rispettare: il rischio è che queste perdano di efficacia e noi di autorevolezza. Infine, uno dei problemi che i genitori devono affrontare di fronte ad una bocciatura, è quello di decidere se far cambiare strada al figlio o se fargli affrontare le sue difficoltà. E’ importante che non si prendano decisioni avventate e impulsive, sia da parte dei figli che dei genitori (“non vado più a scuola”, “ti cambiamo scuola”); risulta invece efficace ragionare insieme su come proseguire il percorso, focalizzandosi sul vissuto del ragazzo e sulle cause che hanno condotto alla bocciatura. Può essere che il problema sia stato un errore di orientamento; in questo caso può essere utile rivolgersi a servizi di ri-orientamento scolastico per accompagnare il ragazzo verso una scelta più consapevole. A volte una bocciatura, soprattutto in anni precedenti le scuole superiori, può esser causata da problemi di Disturbi Specifici dell’Apprendimento o da altre problematiche simili, per le quali può essere utile ricorrere ad una valutazione che dia modo di ricorrere ad una didattica personalizzata e all’uso di strumenti compensativi.

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Dott.ssa Francesca Cervati, psicologa Casa dello Studente

 

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