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Da studente a Tutor: l’esperienza di Giorgio in CdS

F <<Ciao Giorgio, grazie per esserti reso disponibile per questa intervista, partiamo subito con la prima domanda: raccontaci il tuo percorso di studi, dalla secondaria di secondo grado ad oggi>>

G <<Ho frequentato il Liceo Scientifico Tradizionale di Lumezzane, sono stato bocciato in quarta; in prima, seconda e terza sono sempre andato bene, ma in quarta ho avuto un po’ di problemi e sono stato bocciato, infatti poi ho iniziato a frequentare la Casa dello Studente, perché ero rimasto indietro con il programma e ho ripetuto la quarta e poi la quinta. Ho frequentato poi due anni di scienze infermieristiche e finiti questi due anni ho capito che non era la mia strada: ho fatto un anno di servizio civile in Comune a Lumezzane nell’ufficio Ambiente e alla fine ho deciso di seguire i passi di mio padre che è perito tecnico. Ho quindi intrapreso la strada di Ingegneria Meccanica. Adesso sto per iniziare il terzo anno>>

F<<Quindi quanti anni fa e come hai conosciuto la Casa dello Studente?>>

G<<La Casa dello Studente l’ho conosciuta circa sei anni fa, tramite un volantino se non ricordo male. In realtà l’ha conosciuta mia mamma e mi ha spinto lei a frequentare perché da solo facevo fatica a studiare e a recuperare il programma>>

F<<Come ti sei trovato con il nostro servizio? Ora è un po’ cambiato rispetto a sei anni fa..>>

G<<Sì è cambiato, ma mi ero trovato già bene allora, eravamo in gruppi di tre-quattro persone, ricordo che c’era una docente laureato in filosofia con il quale affinavamo il metodo di studio, un docente che frequentava ingegneria meccanica per le materie scientifiche e una docente di latino. Dopo aver conosciuto la Casa dello Studente ne ho parlato a dei miei compagni di classe che hanno poi iniziato a venire con me. Rispetto ad allora, adesso c’è molta più attenzione al ragazzo, oltre al recupero delle lacune si cerca di insegnare un metodo, di trovare delle strategie, di rendere progressivamente più consapevole il ragazzo, in questo ho notato un grande cambiamento, non è solo “tamponare” dove ci sono carenze>>

F <<E invece come sei venuto a conoscenza della possibilità di lavorare con noi e perché hai deciso di fare questo tipo di lavoro?>>

G<<Conoscevo già la Cooperativa, poi un mio compagno di corso, in università, mi ha detto che cercavano laureandi da inserire come tutor e quindi mi sono proposto e sono subito stato contattato, dopo circa una settimana e dopo un incontro formativo, ho iniziato a lavorare con voi>>

F <<Quali sono secondo te i pro e i contro di fare il tutor presso la nostra Cooperativa?>>

G<<I vantaggi sono quelli di tenere sempre freschi e ripassati tanti argomenti, è molto utile per me, quando non ricordo bene delle parti le vado a rivedere, quindi poi ho sempre tutto bene in mente, anche in vista degli esami. Inoltre è tutto molto organizzato per i ragazzi e per noi: così il lavoro diventa più semplice e lineare. L’unico contro che posso trovare è che, come tutti i lavori che si fanno quando si è universitari, toglie tempo allo studio e bisogna imparare a organizzarsi, però d’altra parte ti permette, come detto, di tenere ripassati molti argomenti>>

F<< Ti chiedo allora quali sono gli aspetti più soddisfacenti e divertenti e quali invece quelli più faticosi?>>

G<<Quelli più soddisfacenti riguardano sicuramente il momento in cui i ragazzi portano i risultati conseguiti, qualche bel voto, la media più alta o non più insufficiente: lì capisci di aver fatto bene il tuo lavoro e di aver dato una mano concretamente, ma anche aspetti meno evidenti come il fatto che il ragazzo usi il metodo che gli è stato insegnato anche a scuola, a casa, che lo faccia suo. Momenti divertenti sono sicuramente le pause, le cene, queste situazioni di condivisone in cui si chiacchiera, si parla, ci si racconta cose. Le fatiche sono nel trovare il metodo giusto per quel ragazzo, ne abbiamo provati mille che non funzionano, ne dobbiamo provare un altro finché si riesce a creare la strategia giusta per ciascuno>>

F<<Quali sono le competenze che ritieni di avere sviluppato facendo il docente da noi e quali di esse ti potranno servire in futuro nel tuo lavoro?>>

G<<La flessibilità sicuramente, trovare le diverse strategie come dicevo, mi permette di essere più elastico, prima per me era o bianco o nero, ora invece capisco anche che ci sono tanti modi per ottenere un certo risultato, quindi metodi diversi per persone diverse. Altre competenze possono essere il gestire il tempo, organizzare le risorse, pianificare le varie attività, ma anche lavorare in gruppo, seguire le indicazioni del responsabile che conosce ogni ragazzo..>>

F<<In effetti, oltre a formare i ragazzi, per noi è importante anche sviluppare delle capacità nei docenti, che poi abbiamo visto sono molto richieste nel mondo del lavoro, tra quelle che citavi alcune sono proprio delle competenze trasversali fondamentali, indistintamente dal ruolo che si andrà a ricoprire. Hai qualcosa da aggiungere a quello che ci siamo detti fino ad ora?>>

G<<L’unica cosa che mi sento di aggiungere è che la Cooperativa per i servizi e per la qualità che offre potrebbe e dovrebbe essere più conosciuta, ai ragazzi ha molto da dare, molto più che le lezioni private prese a casa, perché lo studente è seguito in filiale in modo preciso e scrupoloso, ci sono molti tutor e ci si può preparare in tutte le materie, quindi si viene seguiti davvero in modo completo, non solo nelle materie ma anche su aspetti emotivi e relazionali, si lavora con diversi docenti, si incontrano tanti ragazzi con i quali si possono condividere le proprie esperienze>>

F<<Ti ringrazio per la testimonianza e per i suggerimenti, spero possa essere d’aiuto sia a potenziali utenti che magari proprio leggendo della tua esperienza decidono di rivolgersi a noi, sia a potenziali tutor che allo stesso modo magari diventeranno nostri collaboratori. Ci vediamo in CDS!>>

G<<Grazie a voi per l’opportunità, ci vediamo in CDS!>>

A cura della Dott.ssa Francesca Tagliani, psicologa Casa dello Studente

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