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Esiste il bullismo fra adulti?

La risposta è certamente SI’! i Bulli adulti sono più cattivi e consapevoli delle conseguenze che il proprio comportamento può avere sugli altri e per questo più pericolosi dei “colleghi” ragazzini. Si possono trovare ovunque: in ufficio, all’università, nel giardinetto dove si portano a giocare i propri figli; il più delle volte, si tratta di adulti che già da piccoli erano inclini a quella violenza fisica e verbale, a quell’istinto alla prevaricazione che è un tratto distintivo del bullismo ad ogni età. Il bullismo sociale del giovane e adulto è un’autentica emergenza sociale perché i bulli più crescono più diventano pericolosi e le vittime  perdono, con gli anni, le sicurezze date dalla famiglia e dalle mura di casa, trovandosi da soli ad affrontare angherie incessanti. Il  fenomeno non distingue tra età, sesso e colore: può coinvolgere chiunque e ovunque; soprattutto università, uffici, quartieri: qui  vanno in scena piccole violenze fisiche e verbali quotidiane, senza fine. Perché i bulli non danno tregua.

I tipi di bullismo tra adulti sono simili ma anche differenti da quelli dei ragazzini.

1.       Bullismo fisico.  Il caso più lieve è quello in cui si intimidisce attraverso la propria fisicità, per esempio facendosi avanti con il corpo o agitando in aria un pugno. Questo tipo di bullismo può assumere anche forme più dirette e gravi per la vittima, ad esempio percosse, stupro, violenze domestiche, molestie sessuali sul lavoro, costrizione fisica e dominazione.

2.       Bullismo di ruolo. In questo caso il bullo sottomette la vittima con il suo ruolo sociale. Ad esempio, il datore di lavoro minaccia di licenziare il proprio dipendente se non fa come dice lui, arrivando in questo modo ad annullare la sua personalità. Le richieste di solito non si limitano a desiderare che le mansioni vengano svolte in un certo modo ma comprendono comportamenti umilianti.

3.       Bullismo verbale. Minacce, vergogna, ostilità verbale, critiche e giudizi negativi. Anche il linguaggio omofobo è una forma di bullismo verbale.

4.       Bullismo passivo aggressivo: quest’ultimo è il più pericoloso di tutti perché, apparentemente, il bullo si mostra gentile e affabile nei confronti della sua vittima. Tende a soggiogare la persona presa di mira con lo strumento del sarcasmo, della presa in giro, della diffusione di pettegolezzi sul suo conto con il preciso scopo di minare l’autostima della vittima poco a poco.

5.       Cyberbullismo adulto. Tranne quello fisico, tutti gli altri esempi di bullismo sono perpetuabili anche via internet. Nelle mani del bullo, internet diventa un megafono per amplificare la portata dei suoi comportamenti violenti.

Si sono sviluppate negli ultimi anni due feroci tendenze che vanno di moda tra i trentenni di oggi: il fat rodeo girls e il pull a pig. Quest’ultimo  è una forma di prepotenza che vede come protagonisti i ragazzi e le ragazze, in genere i maschi bulli le femmine vittime. I ragazzi cercano, con lo stratagemma del corteggiamento, di attirare le ragazze più brutte o in carne e queste, una volta illuse e cadute nella trappola, ricevono un messaggio con scritto “sei stata piggata”, presa in giro. Il primo “gioco” Fat girls rodeo, sembra avere dinamiche simili a Pull a pig, cioè: il ragazzo deve scegliere, tra le ragazze, quella più in carne, ma stavolta cercare di trascorrere una notte con lei, per poi deriderla. Entrambi i fenomeni tendono a diffondersi sul web, fino a diventare immagini o video virali, tanto che è stata creata una serie di hashtag ed è stato coniato il neologismo piggato.

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A cura della Dott.ssa Elisa Fedriga psicoterapeuta

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