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Validazione emozionale: cos’è e perchè è importante

Quante volte ci è capitato di sentirci dire “Evvabbè!”, “Vedrai che passa!”, “Non ci pensare!” oppure che, in risposta al comunicare un nostro stato d’animo, l’interlocutore abbia cambiato discorso? Ecco, questi sono tutti esempi di mancata validazione emozionale, la quale, probabilmente, ci ha fatto sentire incompresi, sbagliati o in colpa. L’invalidazione – che sia intenzionale o no – comunica all’altro che, in una particolare situazione, i suoi stati d’animo, i suoi pensieri e le sue azioni non hanno senso, sono “stupidi” o “eccessivi” e non valgono quindi il tempo, l’interesse o il rispetto. Proviamo ora invece a pensare a quando, dopo aver comunicato a qualcuno le nostre emozioni spiacevoli, ci siamo sentiti compresi, accolti e, di conseguenza, più calmi.

Probabilmente, in quest’ultima situazione, l’altra persona ci ha fatto capire che le nostre emozioni, ciò che stavamo provando o il nostro comportamento, erano assolutamente comprensibili. Il messaggio era qualcosa come: “Ciò che provi va bene! Non dovresti provare qualcosa di diverso! Non hai qualcosa che non va per il fatto di reagire in questo modo, anzi! E’ comprensibile e normale” e “Ti comprendo“. Validare significa quindi comunicare ad un’altra persona che le sue emozioni hanno un senso, vanno bene, sono comprensibili se si tiene conto del suo contesto di vita, della sua storia o del contesto ambientale in cui vive.

Perché validare?

La validazione migliora i rapporti e riduce l’intensità dei conflitti e delle emozioni; dimostra all’altro che lo stiamo ascoltando, che comprendiamo il suo stato d’animo e che non lo stiamo giudicando. Validare ci permette inoltre di dissentire rispetto al pensiero o al comportamento dell’altro, ma senza entrare in grave conflitto. Validare, infatti, non significa approvare.  Possiamo validare lo stato d’animo di una persona senza validare il comportamento legato ad esso.  Per esempio, possiamo validare la rabbia o la tristezza di nostro figlio per aver preso un brutto voto, ma non validiamo la mancanza di studio che ha portato a quel brutto voto.

E verso noi stessi?

Così come è importante, per le ragioni che abbiamo visto, imparare a validare le emozioni degli altri, è altrettanto fondamentale imparare a farlo anche con noi stessi.  Auto-validazione significa rendersi conto che, in una particolare situazione, i nostri stati d’animo, i nostri pensieri e i nostri comportamenti sono sensati, corretti e accettabili.

Ci invalidiamo quando ci diciamo: “Non devo essere triste!” “Sono proprio stupido ad arrabbiarmi!”, mentre ci validiamo se ci diciamo: “Ho ragione a sentirmi triste!” “Ci sta che io sia arrabbiato!”. Può sembrar banale, ma  rappresenta la base del nostro benessere emotivo.

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A cura della Dott.ssa Francesca Cervati, Psicologa Casa dello Studente

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