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Meno compiti a casa per i DSA, un modo per valorizzare l’apprendimento.

È da poco terminato il periodo “caldo” per la stesura dei Piano Didattico Personalizzato per studenti con DSA. Entro due mesi dall’inizio dell’anno scolastico infatti, gli insegnanti devono redigere il PDP. Una delle modalità dispensative adottate è il “ridotto carico di lavoro”, ovvero principalmente, meno compiti per casa. Perché è necessario ridurre il carico dei compiti? Per “valorizzare l’apprendimento”. Se è presente una difficoltà nell’apprendimento, il tempo dedicato allo studio è maggiore, così come la fatica.

Il punto focale è valorizzare ciò che lo studente sta apprendendo.

Accumulare i compiti non serve per ciò a nulla se non a disperdere energie in modo poco funzionale e a non dare tempo, soprattutto per i bambini DSA della primaria, di fare sedute di potenziamento delle abilità o degli esercizi di recupero a casa. Nel momento in cui il genitore e professionisti esterni discutono del PDP è importante concordare queste strategie:

1.      I compiti per casa saranno assegnati dal docente in un ordine preciso di importanza, ad esempio lasciamo 10 esercizi di matematica, di cui i primi 5 “importantissimi”; oppure 5 esercizi di grammatica, di cui i primi 3 “importantissimi”.

2.      I compiti per lo studente con DSA saranno quelli contrassegnati o indicati per tutti come “importantissimi”.

3.      Vengono lasciati a tutti gli stessi compiti ma sottolineando che (ad esempio) i primi 4, 7 o 9 esercizi sono quelli “importanti”.

Quali saranno i risultati di questa strategia?

1.      Lo studente DSA non si sentirà diverso dal resto della classe.

2.      Lo studente non si sentirà appesantito e non sarà compromessa la sua motivazione allo studio.

3.      L’insegnante con questo metodo, nel preciso istante in cui deve assegnare i compiti alla classe non deve differenziare il lavoro in base alla casistica, poiché la “regola” viene concordata prima.

4.      Se il Disturbo dell’Apprendimento è lieve, lo studente può anche fare un numero maggiore di esercizi rispetto a quelli stabiliti.

Eliana Fieni, Psicologa-Psicoterapeuta, Pool Casa dello Studente.

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