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PEI e PDP… parola agli esperti

L’estate purtroppo sta volgendo al termine. Nei supermercati è arrivato il reparto scolastico, pieno di quaderni, diari, matite, penne, evidenziatori, … Genitori e ragazzi sono impegnati a consultare il registro elettronico per capire quali libri ordinare per la classe e di riferimento. Gli studenti si affrettano a concludere gli ultimi compiti delle vacanze (vero!?). Tra le tante faccende da sbrigare, prima di iniziare le lezioni, è utile sapere qualche informazione in più sui piani di studio, così da arrivare più preparati!

Piano Educativo Individualizzato e Piano Didattico Personalizzato: cosa sono?

Sono strumenti che garantiscono il diritto allo studio per tutti gli studenti. Vengono stilati dagli insegnanti di riferimento dello studente, talvolta anche con la consulenza di professionisti esterni che si occupano del ragazzo stesso (es. neuropsichiatra, psicologo, …). Per essere validi devono essere concordati con i genitori e, quindi,  controfirmati da entrambi. Le metodologie didattiche inserite nel Piano Educativo Individualizzato e nel Piano Didattico Personalizzato valgono per: lezioni, compiti, prove scolastiche e esami.

Il PIANO EDUCATIVO INDIVIDUALIZZATO (PEI) è previsto dalla legge 104 del 5 febbraio 1992 per i ragazzi che presentano un disagio severo sul piano fisico, sensoriale, intellettivo o su una commistione di piani. Studenti con paralisi parziale o totale, con vista o udito compromessi, con QI inferiore a 75 oppure con un Disturbo medio/grave dello Spettro Autistico, hanno diritto ad usufruire di un PEI. Il PEI può prevedere: obiettivi semplificati o obiettivi differenziati. I primi sono tratti dal programma ministeriale previsto per tutti gli studenti, selezionando gli obiettivi minimi per ciascuna materia. I secondi sono diversi da quelli ministeriali, vengono stabiliti dall’equipe scolastica che si occupa della progettazione didattica dello studente e vengono formulati in base alle caratteristiche del singolo. Per la scuola secondaria di II grado, se il PEI prevede obiettivi semplificati: lo studente accederà ad un diploma che certifica il superamento dell’esame di stato; se il PEI prevede obiettivi differenziati, lo studente conseguirà un attestato. Il PEI solitamente prevede un insegnante di sostegno e un assistente ad personam: il numero di ore assegnate a queste figure dipende dalle direttive regionali e dalle necessità dello studente.

Il PIANO DIDATTICO PERSONALIZZATO (PDP) è previsto dalla legge 170 del 2010 per i ragazzi che presentano una certificazione di Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA). La Direttiva Ministeriale del 27 dicembre 2012 e la Circolare Ministeriale n. 8 dell 6 marzo 2013 hanno esteso il diritto ad avere un PDP anche a studenti che presentano altri Bisogni Educativi Speciali (BES), tra cui: disturbo da deficit dell’attenzione e iperattività, disturbo lieve dello spettro autistico (es. sindrome di Asperger), funzionamento intellettivo limite, disturbo dell’apprendimento non verbale, svantaggio socio-economico, differenza linguistica e culturale. Per gli studenti con DSA la scuola è obbligata in base alla legge 170/2010 a redigere un PDP entro i primi 2 mesi dall’inizio dell’anno scolastico o dalla consegna della certificazione alla segreteria. Per gli altri BES, in base alla Circolare Ministeriale del 22/11/2013, “anche in presenza di richieste dei genitori accompagnate da diagnosi diverse da certificazioni di disabilità o di DSA, il Consiglio di classe è autonomo nel decidere se formulare o non formulare un Piano Didattico Personalizzato, avendo cura di verbalizzare le motivazioni della decisione”. Quindi, per gli altri BES il Piano Didattico Personalizzato è opzionale, ma qualora la scuola non stili il PDP, deve specificarne le ragioni e comunque personalizzare il percorso di studi, anche se le strategie non vengono inserite in un documento scritto.

Nel PEI e nel PDP vengono inseriti gli strumenti compensativi e le strategie dispensative idonee per la situazione specifica.

Gli STRUMENTI COMPENSATIVI permettono di compensare le difficoltà favorendo l’esecuzione dei compiti. Quindi sono strumenti da utilizzare in affiancamento agli esercizi, alla produzione orale e alla produzione scritta. Tra gli strumenti compensativi ci sono: la calcolatrice, le tabelle grammaticali, le mappe concettuali, i formulari, …

Le MISURE DISPENSATIVE possono riguardare l’esenzione da alcune prestazioni (es. lettura ad alta
voce, prendere appunti…), i tempi personalizzati per svolgere compiti o verifiche e la valutazione mirata ad alcune competenze piuttosto che altre (es. nei testi non viene valutata la forma ma solo il contenuto, …)

Bene, dopo questi chiarimenti, siamo pronti a goderci quest’ultima parte d’estate per arrivare carichi sui banchi di scuola!

Se vuoi approfondire il percorso proposto da Casa dello Studente su DSA e Bes CLICCA QUI

A cura della Dott.ssa Albano, psicologa Casa dello Studente

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