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Vivi il quartiere: una realtà piena di ricchezze

La Cooperativa Sociale “Casa dello Studente” è una realtà che conosco ormai da diversi anni. Ho iniziato a lavorare come docente, sia in filiale sia a domicilio, durante il mio secondo anno universitario. Questo lavoro mi è sembrato appropriato per conciliare lo studio, lo sport e gli amici. Ho avuto così la possibilità di aiutare principalmente bambini e ragazzi della scuola primaria e secondaria di primo grado nei compiti e nello studio. Spesso mi è anche capitato di lavorare insieme a studenti con Disturbi Specifici dell’Apprendimento e Bisogni Educativi Speciali.

Lo scorso settembre però qualcosa è cambiato. La Cooperativa mi ha contattata per una nuova opportunità: partecipare al progetto Vivi il quartiere realizzato dal comune di Brescia. Anche se con timore, ho voluto accettare questa proposta per mettermi alla prova e coniugare gli studi universitari con la mia carriera lavorativa. Mi sono, infatti, da poco laureata in Scienze dell’educazione e della formazione e sto continuando gli studi con la laurea magistrale in Progettazione pedagogica e formazione delle risorse umane. A settembre, dunque, ha aperto questo nuovo servizio rivolto a tutti i bambini e ragazzi tra i 6 e i 14 anni. Lo scopo di questa realtà è quello di aiutare i bambini e, di conseguenza, anche le famiglie a integrarsi sul territorio, attraverso attività ludico-ricreative e aiuto-compiti. Con non poche difficoltà il servizio ha preso il via e ora vanta la partecipazione di ben 36 bambini. Ad aiutarmi ci sono alcune mamme volontarie (signore che si occupano di volontariato presso l’oratorio da molti anni) e tre ragazzi Scout. Grazie al loro contributo, è possibile seguire i ragazzi in tutti i loro compiti, unitamente alla realizzazione di attività ludiche per lo svago e il divertimento di tutti.

Non è comunque semplice conciliare le età, le culture e gli interessi di tutti i partecipanti. È osservabile che la maggior parte degli iscritti ha origini straniere con usanze e pensieri molto differenti tra loro. Vivi il quartiere, infatti, conta ragazzi provenienti da 11 Paesi distinti. La ricchezza di questa realtà risulta allora infinita e ciò comporta un forte impegno mio e di tutti i volontari nel creare uno spazio unito in cui tutti i bambini si sentano a proprio agio e integrati.

 

A cura della Dott.ssa A.B.

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