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Dislessia e lingue straniere

La dislessia è un disturbo specifico dell’apprendimento di origine neurologica che comporta una compromissione nella lettura e/o scrittura. Le caratteristiche di tale disturbo hanno delle ricadute significative nello studio in generale, ma soprattutto nell’apprendimento scritto delle lingue straniere. Ciò è vero soprattutto per le lingue non trasparenti, come ad esempio l’inglese o il francese, che sono per loro stessa natura estremamente ambigue. Gli studenti con tale diagnosi, hanno la possibilità di apprendere la lingua straniera ma con maggiori ostacoli.

–        Nella lettura e scrittura: i tempi si allungano, si può assistere ad un blocco nella prestazione, si possono confondere parole simili (will/well, god/good) e c’è una difficoltà nel riconoscimento delle parole con suoni silenti (know, listen). In generale, a livello grammaticale si possono sbagliare anche regole apprese precedentemente a causa del mancato automatismo.

–        Nella memorizzazione del lessico: gli studenti con dislessia fanno fatica a memorizzare le informazioni e ad automatizzare alcuni processi, come, ad esempio, il recupero del lessico, soprattutto a causa di una compromissione nella memoria di lavoro.

I numerosi ostacoli incontrati da questi studenti portano, inoltre, a ripercussioni dal punto di vista emotivo e ciò può sfociare in un atteggiamento rinunciatario verso l’apprendimento della lingua in forma scritta. Spesso, i genitori, assistono a reazioni di rassegnazione rispetto al singolo insuccesso, che possono quasi risultare esagerate. In realtà, è importante comprendere come questo atteggiamento abbia radici ben più lontane, poiché è determinato da una storia di continui insuccessi o fallimenti che portano lo studente a convincersi di non essere in grado di affrontare la materia. Questo atteggiamento, definito come “impotenza appresa”, limita la motivazione allo studio rendendo meno probabili i futuri successi e miglioramenti. Lo studio di una lingua straniera pone, quindi, lo studente con dislessia di fronte a sfide complesse, ma il disturbo non preclude affatto questo apprendimento. Diventa, quindi, fondamentale, offrire allo studente gli strumenti compensativi e dispensativi utili per poter superare tali ostacoli, e soprattutto, prendere in considerazione le variabili più emotive. Al fine di rendere più funzionale lo studio delle lingue è importante partire da un’osservazione del singolo studente per capire gli specifici punti di forza e trovare strategie funzionali per supportare quelli di debolezza. Tra le strategie possiamo individuare:

–        Materiali integrativi multimediali

–        Utilizzo di supporti multisensioriali: utilizzare i marcatori cromatici, immagini, attività psicomotorie ecc.

–        Schemi delle regole grammaticali

–        Non dare mai per scontate le acquisizioni precedenti, facendo quindi, ripassi ciclici

–        Sintesi vocale

–        Privilegiare l’apprendimento della lingua in forma orale

Infine, è importante che gli adulti di riferimento partano dal presupposto che molto spesso a fronte di un maggior impegno rispetto ai compagni, questi studenti raggiungono delle prestazioni inferiori, quindi, risulta fondamentale offrire loro un feedback che valorizzi sempre l’impegno e i progressi nel percorso di apprendimento.

A cura della Dott.ssa Andreatta Alice, Psicologa Casa Dello Studente.

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