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DSA e università: cosa fare?

E se mio figlio con diagnosi Dsa dovesse andare all’università? Cosa prevede la normativa? Quali sono i passi da compiere? In questo articolo cercheremo di fare un approfondimento su questa tematica, estremamente attuale.

Sotto l’aspetto normativo, per poter accedere agli strumenti compensativi e dispensativi e alla didattica flessibile personalizzata, la legge 170/2010 prevede la necessità di una diagnosi, anche per l’università. È necessario dunque poter ottenere una diagnosi anche per persone adulte. Al compimento del 18° anno di età sarà necessario seguire l’iter previsto per il rilascio della diagnosi: se si ottiene la certificazione diagnostica dopo i 18 anni, la diagnosi resterà valida per tutto il percorso universitario mentre, secondo le linee guida della CNUDD (Conferenza Nazionale Universitaria dei Delegati per la Disabilità), la diagnosi deve essere aggiornata dopo 3 anni se è stata fatta prima della maggiore età. La legge n. 170 dell’8 ottobre 2010 – Nuove norme in materia di DSA – ha fornito un’importante occasione di riflessione su come le università possano supportare gli studenti con DSA. La legge, infatti, prevede per la prima volta la possibilità di erogare anche agli studenti universitari misure di supporto atte a garantire il diritto allo studio agli studenti con DSA e sostiene l’adozione di misure che determinino le condizioni ottimali per l’espletamento delle prove di verifica delle prestazioni da valutare. In altre parole, parliamo di quelle misure dispensative e compensative utilizzate durante gli anni scolastici.

In riferimento ai Test di Ammissione, gli strumenti compensativi concessi durante le prove sono diversi da quelli previsti durante l’anno accademico. Infatti, durante il test di ammissione è possibile richiedere solo tempo aggiuntivo (circa il 30% di tempo in più), utilizzare calcolatrice non scientifica, il video-ingranditore del testo ed eventualmente l’affiancamento di un tutor per la lettura. In ambito universitario, è previsto che ogni ateneo assicuri pari opportunità agli studenti con diagnosi di DSA oltre a un servizio di tutorato, l’attività di mediazione con il corpo docente e la fruizione di strumenti utili al fine del sostentamento degli esami curriculari. Questi servizi dovrebbero includere le attività volte a garantire l’accoglienza, il tutorato, la mediazione con l’organizzazione didattica, il monitoraggio dell’efficacia delle prassi adottate, la consulenza per l’organizzazione delle attività di studio e forme alternative di studio È utile comunque muoversi per tempo ed informarsi nello specifico rispetto all’Ateneo in cui si intende iscriversi rispetto a queste informazioni.

Qual è l’ufficio che si occupa degli studenti con DSA e disabilità?

Quali sono le modalità con cui comunicare il proprio disturbo dell’apprendimento?

È previsto un test d’ingresso per il corso di laurea a cui voglio iscrivermi? Se sì, quando sai qual è il termine entro cui presentare la domanda per accedervi è bene incontrare di persona, con il dovuto anticipo, gli amministrativi che si occupano del servizio in modo da assicurarti che tutti i materiali che hai inviato siano stati ricevuti e recepiti. Inoltre, potrai verificare che sia stato predisposto quanto necessario per il giorno del Test.

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A cura della Dott.ssa Marina Beltrami, psicologa Casa dello Studente

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