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Indennità di frequenza: ecco cosa c’è da sapere

Cos’è l’indennità di frequenza?

L’IDF è una prestazione economica erogata a domanda dall’INPS a partire dal 1990, concessa ai minori di 18 anni, del valore di 285,66€ mensili (2019). L’IDF viene erogata per l’intero anno o per nove mensilità a seconda della frequentazione o meno di centri specialistici durante i mesi estivi, fino al compimento del diciottesimo anno di età.

Quando viene concessa?

L’IDF viene concessa ai minori con difficoltà persistenti a svolgere compiti e funzioni proprie dell’età, a minori ipoacusici, disabili (Legge 104/92) e in alcuni casi a minori con Disturbi Specifici dell’Apprendimento.

Perché viene concessa?

Per fornire un sostegno alle famiglie di minori che devono sostenere spese legate alla frequenza di una scuola, un centro ambulatoriale, diurno, semi-residenziale specializzato in riabilitazione, o un centro di formazione per l’inserimento sociale.

Quali sono i requisiti per ottenere l’indennità di frequenza?

-Età inferiore ai 18 anni;

-Cittadinanza italiana o UE con iscrizione all’anagrafe del comune di residenza o straniera extra-comunitaria con permesso di soggiorno CE con validità annuale;

-Riconoscimento di “Minore con difficoltà persistenti a svolgere funzioni proprie dell’età”

-Frequenza di scuole, di centri di specializzati in riabilitazione o compensazione;

-Limite di reddito personale del minore di 4906,72€ all’anno (2018).

Quali sono le specificità per i ragazzi con DSA?

La certificazione di DSA non garantisce il riconoscimento del diritto all’IDF, ciò che è discriminante per la concessione è il grado di compromissione scolastica ed emotiva causa dal disturbo dell’apprendimento. La certificazione, pertanto, deve riportare una “difficoltà persistente a svolgere i compiti e le funzioni proprie della sua età” (Legge 289/90). Quindi il minore deve possedere reali difficoltà a fare ciò che ci si aspetta in base alla sua età e queste difficoltà non devono essere transitorie.

Cosa serve per presentare la domanda di IDF?

-Certificato medico introduttivo (da presentare entro 90 giorni dall’emissione all’INPS);

-Incontro con l’ASST (a seguito della convocazione) avvalendosi di tutti i documenti necessari richiesti per procedere, durante il quale verrà svolta una visita da parte della commissione per l’accertamento dell’invalidità;

-Esito della visita.

Chiedere o no l’IDF?

Per decidere se è il caso di chiedere o meno l’IDF ci sono alcuni aspetti da considerare:

-economico: i costi per presentare la domanda non superano qualche decina di euro, mentre i benefici ottenibili sono di alcune migliaia di euro, ipotizzando nove mensilità annue per una media di due anni;

-psicologico: il momento della visita è una fase delicata che deve necessariamente essere introdotta al minore e accompagnata da sostegno; infatti la commissione che accerta il diritto all’indennità di frequenza è la stessa che valuta il diritto all’invalidità e questo aspetto va considerato per il possibile impatto emotivo sul minore.

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A cura della Dott.ssa Francesca Tagliani, psicologa Casa dello Studente

 

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